LE ANTENNE HF DI
I 5 T G C
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CONSIDERAZIONI GENERALI

Uno dei problemi che si affacciano quando si inizia l'attività di radioamatore è senza dubbio l'installazione dell'antenna. Infatti l'antenna rappresenta la parte più ingombrante, e tuttavia necessaria, della stazione. In molti casi sorgono problemi con i vicini di casa che considerano l'antenna una bruttura o, peggio ancora, una sorgente di disturbo per i loro elettrodomestici; ciò particolarmente se si tratta di una grande antenna direttiva. Fortunatamente, in molti paesi, la legge permette al radioamatore, sotto certi vincoli, di far valere il proprio diritto ad installare un'antenna adeguata, senza la quale egli non potrebbe svolgere la sua attività, sancita peraltro dai regolamenti internazionali in materia.

Esistono vari tipi di antenne, dal semplice filo a strutture più o meno complesse, di dimensioni a volte ragguardevoli, che consentono una maggiore efficienza dell'impianto. Nel mio caso, nei primi anni di attività, ho usato dei semplici fili tesi tra la sommità del tetto e gli alberi vicini; le apparecchiature costruite nel 1947 e nel 1951, hanno usato appunto tali tipi di antenne. Con la stazione costruita nel 1973, ho usato inizialmente una antenna tipo "levy", cioè un dipolo alimentato al centro, costruito in tubo di alluminio. Dal 1983 in poi, mi sono dedicato alla progettazione di antenne di dimensioni ridotte, alcune delle quali vengono illustrate brevemente di seguito; tutte queste antenne sono state descritte dettagliatamente su vari numeri di RadioRivista allo scopo di consentirne la realizzazione da parte di altri radioamatori; RadioRivista è l'organo ufficiale dell'ARI, Associazione Radioamatori Italiani.




LOOP MONOBANDA PER 14 Mhz

La foto a sinistra mostra la versione definitiva di questa antenna, realizzata nel 1986; il prototipo, delle stesse dimensioni ma con bobine a spirale cilindrica, era stato realizzato nel 1983. Il loop ha le dimensioni di 60 x 60 cm., il rendimento si aggira sul 50% rispetto ad un dipolo normale, può funzionare molto bene anche all'interno di una soffitta, purché lontano dalle pareti almeno 50 cm. ed a patto che il tetto sia costituito solo da materiali non metallici. La larghezza di banda di questa antenna è molto ridotta, per cui essa comprende un dispositivo di sintonia motorizzato, manovrabile dalla stazione. Il prototipo è stato descritto su RadioRivista, nel numero di febbraio 1985, mentre l'esemplare definitivo è descritto sul numero di giugno del 1989. Su quest'ultimo numero di RadioRivista è descritto anche un altro loop, sempre per i 14 Mhz e di cui si vede il disegno nella foto a destra. La sua principale caratteristica è quella di non richiedere un dispositivo di sintonia essendo la sua larghezza di banda sufficiente per operare su tutto lo spazio a disposizione dei radioamatori sui 14 Mhz, con il solo ausilio di un accordatore posto all'uscita del trasmettitore. Il suo rendimento è risultato intorno al 75%; esso ha funzionato egregiamente dal 1987 al 1989, quando ha ceduto il posto a successivi esperimenti.




LOOP MONOBANDA PER 7 Mhz

Di questo loop ne sono stati realizzati due esemplari, il primo, costruito nel 1984 e visibile nella foto a sinistra, ha le dimensioni di 125 x 125 cm. ed è stato descritto su RadioRivista, nel numero di aprile 1987. Sullo stesso numero è stato descritto anche un dispositivo per la sintonia a distanza, che verra illustrato più avanti. Il secondo esemplare (foto a destra), di dimensioni ancora più ridotte, solo 80 x 60 cm., è stato costruito nel 1987 ed è stato descritto su RadioRivista nel numero di giugno 1989; una sua successiva modifica (che appare già nella foto), è stata illustrata nel numero di ottobre 1996. Il rendimento del primo esemplare si aggira sul 50%, mentre per il secondo si può contare su circa il 25%; ciò non toglie che, anche con quest'ultimo si possono fare ottimi collegamenti a grande distanza. Anche queste antenne hanno una larghezza di banda molto piccola e quindi sono equipaggiate con dispositivo di sintonia motorizzato; esse possono funzionare anche all'interno di una soffitta, con le precauzioni dette a proposito del loop per i 14 Mhz.




DIPOLO VERTICALE PER 7 Mhz

Il prototipo, che si vede nella foto a sinistra, è stato realizzato nel 1989 ed è stato descritto su RadioRivista nel numero di febbraio del 1991. Malgrado che il radiatore sia lungo solo metri 1.85, il suo rendimento si aggira sul 50%, rispetto ad un dipolo di dimensioni normali. La sua larghezza di banda è tale che può funzionare su circa 80 Khz dello spazio a disposizione dei radioamatori sui 7 Mhz, con il solo ausilio di un normale accordatore posto all'uscita del trasmettitore. Successivamente il progetto iniziale ha subito alcuni ritocchi, ed una esecuzione definitiva è visibile nella foto a destra, realizzata dal collega radioamatore IK 5 SES. La lunghezza del radiatore è stata portata a 2 metri, la descrizione di questo esemplare è in preparazione e sarà pubblicata su uno dei prossimi numeri di RadioRivista.




DIPOLO VERTICALE PER 3.5 Mhz

Questa antenna è stata realizzata nel 1993 ed è stata descritta su RadioRivista nel numero di ottobre del 1996. Le foto si riferiscono all'esemplare realizzato dal collega radioamatore IK 5 PWN. Il radiatore è lungo metri 3.5 ed il rendimento si aggira sul 50%. Data l'ampiezza della banda dei 3.5 Mhz, si è dovuto studiare un dispositivo di sintonia motorizzato, visibile nella foto a destra. Il progetto ricalca quello del dipolo per i 7 Mhz, visto sopra.




DIPOLO VERTICALE PER 1.8 Mhz

Questa realizzazione è probabilmente la più interessante tra quelle viste finora, in quanto permette di operare sulla banda di 1.8 Mhz, senza la necessità di disporre di grandi spazi per le antenne. Infatti su questa banda un semplice dipolo dovrebbe avere la lunghezza di circa 80 metri. Nella foto a sinistra è visibile il prototipo, che funziona regolarmente dal 1991. Il montaggio è stato fatto in maniera particolare, con la bobina di carico inferiore all'interno della soffitta, per permetterne il funzionamento anche sui 3.5 e sui 7 Mhz, mediante shuntaggio della suddetta bobina, a prezzo di una lieve riduzione del rendimento. La foto a destra mostra un esemplare costruito successivamente da IK 5 PWN. Come si vede, anche in questo caso, il progetto ricalca quello del dipolo per i 7 Mhz, la lunghezza del radiatore è stata portata a 6 metri. Il suo rendimento si aggira sul 50% e rende possibili collegamenti a grande distanza, anche con potenze di soli 100 watts. La sua banda passante è ridottissima, comunque non è necessario alcun dispositivo di sintonia, essendo la banda di 1.8 Mhz, almeno in Italia, altrettanto stretta. Il prototipo è stato descritto su RadioRivista, nel numero di ottobre del 1992, mentre l'esemplare costruito da IK 5 PWN appare nel numero di ottobre del 1996.
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DOPPIO LOOP INCROCIATO PER LE BANDE DA 14 A 28 Mhz

Infine ecco un'antenna che copre le bande da 14 a 28 Mhz con l'aiuto di un accordatore motorizzato, comandato dalla stazione. Nella foto a sinistra appare l'antenna, mentre nella foto a destra si vedono l'accordatore e la consolle di comando. L'antenna si compone di due loop incrociati che permettono, mediante un commutatore telecomandato, il passaggio immediato dalla polarizzazione orizzontale a quella verticale; le dimensioni dei loop sono di 150 x 70 cm., il rendimento varia dal 50 al 75% a seconda della banda usata, il funzionamento è possibile anche sui 7 e sui 10 Mhz, sia pure con un rendimento sensibilmente inferiore. L'antenna è stata descritta su RadioRivista, nel numero di ottobre 1996, mentre l'accordatore è stato descritto nel numero di febbraio 1991, essendo stato realizzato per una precedente versione del loop multibanda.




DISPOSITIVO PER LA SINTONIA A DISTANZA

Questo dispositivo è stato studiato per consentire l'accordo a distanza delle antenne viste sopra, le quali, data la limitata larghezza di banda, necessitano di un ritocco alla sintonia anche per piccoli spostamenti di frequenza. La sua caratteristica principale è quella di poter effettuare l'accordo su di una frequenza occupata senza arrecare interferenza apprezzabile. Esso è stato descritto su RadioRivista, nel numero di aprile del 1987, come sopra accennato.




Cesare Tagliabue I 5 TGC
Aggiornato: Settembre 2007


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